L'iniziativa "Uno di noi"
Registrata l'11 maggio 2012, "Uno di noi" è stata una delle prime iniziative dei cittadini europei (ICE) a raccogliere oltre un milione di dichiarazioni di sostegno valide.
L'iniziativa chiedeva la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell'integrità di ogni essere umano fin dal concepimento. Il suo obiettivo principale era porre fine ai finanziamenti europei a favore di attività riguardanti embrioni umani, in particolare nei settori della ricerca, della salute pubblica e della cooperazione allo sviluppo.
Dopo aver ultimato la campagna di raccolta delle firme, il 28 febbraio 2014 l'iniziativa è stata formalmente presentata alla Commissione europea, insieme ai certificati che attestano la validità delle 1 721 626 dichiarazioni di sostegno raccolte. Nell'ambito della procedura ICE, il 9 aprile 2014 gli organizzatori hanno incontrato alcuni rappresentanti della Commissione europea e il giorno successivo hanno presentato l'iniziativa in un'audizione pubblica al Parlamento europeo.
La Commissione europea ha adottato la sua risposta ufficiale il 28 maggio 2014 mediante una comunicazione (vedere il comunicato stampa). Nella sua valutazione la Commissione ha osservato che il diritto primario dell'UE sancisce già il rispetto della dignità umana, il diritto alla vita e l'integrità della persona. Ha inoltre ricordato che tutte le spese dell'UE devono essere conformi al diritto primario a norma del regolamento finanziario dell'UE. Su tale base, la Commissione ha concluso che non era necessario proporre modifiche del regolamento finanziario.
L'iniziativa "Uno di noi" si distingue anche per come gli organizzatori siano riusciti a sfruttare appieno lo strumento dell'ICE per presentare un progetto di atto giuridico che propone tre modifiche legislative. Inoltre la campagna è sfociata in uno storzo organizzativo a più lungo termine con la creazione, nel settembre 2013, della Federazione "Uno di noi", un'organizzazione dotata di personalità giuridica propria per sostenere e proseguire l'attività dell'iniziativa.
Registrazione dell'iniziativa
11.5.2012
Avvio della raccolta delle firme
11.5.2012
Chiusura della raccolta delle firme*
1.11.2013
* Nuova scadenza fissata a seguito dei problemi incontrati dagli organizzatori durante la fase di avvio.
Convalida dell'iniziativa
28.2.2014
Risposta della Commissione europea
28.5.2014
Che cosa ha contribuito al buon esito della raccolta firme a favore di questa iniziativa?
La campagna promozionale ha fatto affidamento su una rete di comitati nazionali presenti in tutta Europa e incaricati di adattare gli sforzi di sensibilizzazione e mobilitazione al rispettivo contesto nazionale. Questa struttura decentrata ha consentito agli organizzatori di associare un messaggio comune europeo a campagne adattate alla situazione locale.
Gli organizzatori hanno concentrato gli sforzi nei paesi in cui erano presenti movimenti pro-vita consolidati, tra cui Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna. Le capacità organizzative esistenti, le reti attive della società civile e la sensibilizzazione del pubblico hanno contribuito a generare un elevato numero di firme e permesso all'iniziativa di superare la soglia minima in diciotto Stati membri.
Il sostegno pubblico da parte di figure influenti del mondo religioso e della società civile, compreso il Vaticano, ha contribuito ad aumentare la visibilità dell'iniziativa e a mobilitare i sostenitori in tutta Europa. Ambasciatori nazionali e organizzazioni partner hanno ulteriormente amplificato il messaggio della campagna e incoraggiato i cittadini a partecipare.
Gli organizzatori hanno stabilito una serie di obiettivi man mano sempre più ambiziosi, dal raggiungimento delle soglie nazionali in sette paesi alla raccolta di ben oltre un milione di firme. Questo approccio strutturato ha contribuito a mantenere vivo l'impegno durante tutta la campagna e consentito di disporre di un margine in caso di eventuali annullamenti di firme nel corso del processo di verifica.
La strategia alla base dell'iniziativa
Preparativi
Le fondamenta della campagna "Uno di noi" sono state gettate grazie alla collaborazione tra ONG di paesi con movimenti pro vita consolidati, tra cui Francia, Germania, Polonia, Spagna e Italia. Queste organizzazioni si sono rivolte a gruppi dello stesso orientamento presenti in Europa e li hanno incoraggiati a costituire comitati nazionali in grado di gestire la campagna promozionale a livello nazionale.
Per sostenere il coordinamento in ambito europeo, organizzazioni partner hanno contribuito al finanziamento di una struttura centrale con sede a Bruxelles, incaricata di attività come riunioni e viaggi e della gestione generale della campagna. Parallelamente, ciascun comitato nazionale era responsabile della raccolta delle risorse necessarie per gestire le proprie attività e azioni di sensibilizzazione.
Raccolta di fondi e risorse
L'iniziativa "Uno di noi" ha ricevuto un sostegno finanziario da parte di tre promotori, per un totale di 159 219 euro.
Avvertenza: ulteriori informazioni sui sostegni e finanziamenti raccolti dall'iniziativa sono disponibili sulla pagina dell'iniziativa "Uno di noi" nel registro ICE. Vanno comunicati soltanto i contributi superiori a 500 euro per promotore.
Strategia della campagna promozionale
La campagna è iniziata subito dopo la registrazione dell'iniziativa.
Attualmente gli organizzatori possono scegliere entro sei mesi dalla registrazione la data per avviare il periodo di 12 mesi per la raccolta delle firme. Quando è stata lanciata l'iniziativa "Uno di noi" questa flessibilità non esisteva ancora.
Gli organizzatori hanno dedicato i primi cinque mesi soprattutto alla costruzione delle strutture necessarie per operare in tutti gli Stati membri dell'UE. Come spiegato successivamente, questo periodo è stato per lo più dedicato alla creazione del quadro organizzativo necessario per sostenere la campagna. Soltanto dopo la costituzione della rete l'iniziativa è passata alla vera e propria fase di raccolta delle firme. Di conseguenza, la stragrande maggioranza delle firme è stata raccolta durante gli ultimi sei mesi del periodo di raccolta esteso a 18 mesi.
Per sensibilizzare e informare i cittadini in merito all'iniziativa, gli organizzatori hanno adottato un'ampia strategia di comunicazione che ha combinato canali tradizionali e digitali. Hanno creato un sito web dedicato, ottenuto una copertura mediatica, anche con interviste sulla stampa, e mantenuto una presenza attiva su piattaforme social come Facebook e Twitter. Questo approccio misto ha contribuito ad ampliare la portata della campagna oltre i confini nazionali e a collegare sostenitori di tutta Europa.
Raccolta e verifica delle firme
Una strategia europea comune ha fornito l'orientamento generale della campagna, pur consentendo a ciascun comitato nazionale di adattare le proprie attività alle circostanze locali. I comitati nazionali sono stati incoraggiati a individuare una serie di ambasciatori cui affidare il compito di promuovere l'iniziativa, aumentarne la visibilità e motivare i cittadini a firmare le dichiarazioni di sostegno.
Gli organizzatori hanno strutturato la loro campagna in funzione di una serie di tappe sempre più ambiziose:
- raggiungere la soglia minima di firme in sette Stati membri
- raccogliere 1 milione di firme
- raggiungere 1,2 milione di firme per tenere conto di eventuali annullamenti durante il processo di verifica
- raggiungere 1,5 milione di firme per rafforzare il messaggio politico dell'iniziativa
- raccogliere il maggior numero possibile di firme nel maggior numero possibile di paesi.
Questo approccio per tappe ha contribuito a mantenere vivo l'impegno e fornito obiettivi chiari durante l'intero periodo di raccolta.
Numero di dichiarazioni di sostegno raccolte dall'iniziativa "Uno di noi" nei singoli Stati membri
L'iniziativa è stata formalmente presentata il 28 febbraio 2014, insieme ai certificati che attestano la validità delle 1 721 626 dichiarazioni di sostegno raccolte. Complessivamente, "Uno di noi" ha superato la soglia nazionale richiesta in diciotto Stati membri, oltrepassando di gran lunga il requisito minimo stabilito nel regolamento ICE.
La tabella completa con le dichiarazioni di sostegno è disponibile sulla pagina web dedicata della Commissione.
Tra i problemi incontrati dagli organizzatori nei primi anni del nuovo strumento ICE, quello più importante riguarda la complessità tecnica della messa a punto di un sistema di raccolta online delle firme. Per ovviare a tali problemi, la Commissione europea ha offerto un sostegno aggiuntivo agli obblighi previsti dal regolamento, tra cui servizi di hosting per il sistema di raccolta online degli organizzatori, nonché assistenza tecnica e formazione.
dal 1º gennaio 2023 il sistema centrale di raccolta elettronica messo a punto dalla Commissione europea è l'unico che gli organizzatori possono utilizzare per raccogliere le firme online.
La Commissione ha inoltre introdotto misure straordinarie per le iniziative registrate prima del 31 ottobre 2012, consentendo agli organizzatori di conteggiare le dichiarazioni di sostegno raccolte fino al 1º novembre 2013 e di continuare la raccolta oltre il periodo previsto di 12 mesi.
Al termine della fase di raccolta, il 1º novembre 2013, circa il 65% delle dichiarazioni di sostegno era stato raccolto su carta da volontari, mentre il restante 35% era stato raccolto online. Questo dato dimostra l'importanza di una forte mobilitazione sul campo.
L'impatto dell'iniziativa
Presentazione formale e riunioni con la Commissione
Il 9 aprile 2014 Máire Geoghegan-Quinn, commissaria per la Ricerca, l'innovazione e la scienza, ha incontrato gli organizzatori dell'iniziativa "Uno di noi" in vista dell'audizione dinanzi al Parlamento europeo (vedere il comunicato stampa). La delegazione era presieduta da Grégor Puppinck, direttore generale dello European Centre for Law and Justice (ECLJ) e presidente del comitato europeo dell'iniziativa dei cittadini "Uno di noi".
Audizione dinanzi al Parlamento europeo
Il 10 aprile 2014 gli organizzatori hanno presentato l'iniziativa in occasione di un'audizione pubblica al Parlamento europeo.
Gli organizzatori durante l'audizione pubblica al Parlamento europeo. Fonte: Gruppo Facebook "ONE OF US"
Risposta formale della Commissione europea
Il 28 maggio la Commissione europea ha adottato la risposta formale all'iniziativa con una comunicazione (vedere il comunicato stampa). Dopo aver valutato la proposta degli organizzatori, la Commissione ha concluso che non avrebbe presentato una proposta legislativa. Ha osservato che il corrispondente quadro di finanziamento era stato recentemente discusso e approvato sia dagli Stati membri che dal Parlamento europeo e pertanto non ha ritenuto necessarie ulteriori modifiche legislative.
Impatto legislativo e seguito dato
Sebbene la Commissione avesse deciso di non proporre una nuova legislazione, gli organizzatori hanno voluto mantenere vivo l'impegno generato dalla campagna. Durante l'intero processo hanno continuato a tenere i sostenitori informati, soprattutto per e-mail, con resoconti dettagliati sulla raccolta delle firme in tutta Europa. I successi conseguiti in un paese sono stati messi in evidenza per incoraggiare e motivare gli attivisti di altri paesi. Con il raggiungimento delle soglie nazionali in un numero crescente di paesi, questi risultati sono stati utilizzati per mobilitare le restanti campagne nazionali e favorire l'impegno in tutta la rete.
Per gli organizzatori, l'iniziativa dei cittadini europei non è mai stata concepita come uno sforzo una tantum. Viceversa è diventata il punto di partenza di una collaborazione a più lungo termine tra organizzazioni e sostenitori che condividono obiettivi comuni. Sulla base delle relazioni e reti create durante la campagna, hanno istituito la Federazione "Uno di noi", che ha proseguito le sue attività a livello sia europeo che nazionale.
Dimostrazione del movimento "Uno di noi" davanti al Parlamento europeo di Bruxelles contro l'adozione della relazione Matic nel giugno 2021. Fonte: Gruppo Facebook "ONE OF US"
L'esperienza dimostra come un'iniziativa dei cittadini europei possa avere un impatto che va al di là dell'immediato processo legislativo. Oltre a offrire ai cittadini l'opportunità di sollevare una questione a livello europeo, può contribuire a costruire reti durature, rafforzare la collaborazione transfrontaliera e riunire persone e organizzazioni attorno a un obiettivo condiviso nel lungo periodo.
Riflettendo sulla campagna, gli organizzatori hanno individuato un ambito in cui adotterebbero un approccio diverso in futuro: i preparativi dal punto di vita organizzativo. In particolare, hanno sottolineato l'importanza di disporre fin dall'inizio di una struttura più forte e consolidata in ciascun paese partecipante. A loro avviso, una base organizzativa più solida avrebbe consentito di avere più tempo per concentrarsi sulla raccolta delle firme e permesso una pianificazione a lungo termine ancora più efficace. Maggiori informazioni sulle azioni adottate a seguito dell'iniziativa sono disponibili sul sito web dell'iniziativa dei cittadini europei.
Consigli e suggerimenti per futuri organizzatori
Coordinatori nazionali efficienti e organizzazioni partner fidate daranno alla campagna la struttura e lo slancio necessari per mobilitare sostenitori in tutta Europa.
Aggiornamenti periodici sui progressi compiuti contribuiscono a mantenere vivo l'entusiasmo, a rafforzare il lavoro di squadra e a incoraggiare le campagne nazionali a trarre spunti dai successi reciproci.
Utilizza la campagna per costruire reti e alleanze durature che possano continuare a portare avanti la tua causa ben oltre la fine della fase di raccolta.
Anche quando l'esito legislativo è incerto, un'iniziativa valida può contribuire a stimolare il dibattito, sensibilizzare l'opinione pubblica e costruire un potente movimento in tutta Europa.
Ulteriori informazioni
Maggiori informazioni sull'iniziativa "Uno di noi" sono disponibili sul sito web degli organizzatori e sulla pagina web dedicata della Commissione.

Le opinioni espresse nell'ambito del forum ICE rispecchiano esclusivamente il punto di vista dei loro autori e non possono in alcun modo essere interpretate come una posizione della Commissione europea o dell'Unione europea.
