L'iniziativa "Vietare il glifosato"
L'iniziativa "Vietare il glifosato" (per esteso: Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici) è stata la quarta iniziativa dei cittadini europei ad aver avuto esito positivo. Ha invitato la Commissione europea ad adottare misure decisive per quanto riguarda la regolamentazione e la trasparenza in materia di pesticidi nell'Unione europea.
I diserbanti a base di glifosato, ampiamente utilizzati in agricoltura, sono diventati oggetto di un intenso dibattito pubblico in tutta Europa. L'esposizione al glifosato è legata a rischi di cancerogenità e degrado degli ecosistemi e molti cittadini hanno messo in discussione la trasparenza e l'indipendenza delle valutazioni scientifiche che stanno alla base delle autorizzazioni.
Con questa iniziativa gli organizzatori hanno invitato la Commissione europea a:
- vietare i diserbanti a base di glifosato
- garantire che le valutazioni scientifiche dei pesticidi ai fini dell'approvazione regolatoria da parte dell'UE si basino soltanto su studi pubblicati, commissionati dalle autorità pubbliche competenti e non dalla stessa industria dei pesticidi
- fissare a livello dell'UE obiettivi di riduzione obbligatori per l'uso dei pesticidi, in vista della loro totale eliminazione.
L'iniziativa è stata registrata il 25 gennaio 2017 e la raccolta delle firme è iniziata lo stesso giorno. Grazie a una coalizione già mobilitata e a un forte impegno da parte del pubblico, gli organizzatori sono riusciti a raccogliere un milione di firme in soli cinque mesi. Il periodo di raccolta è stato pertanto chiuso in anticipo, il 2 luglio 2017, per consentire una rapida verifica delle dichiarazioni di sostegno prima che intervenisse la decisione della Commissione sul rinnovo della licenza per il glifosato.
Nonostante le diverse tempistiche del processo di verifica nei vari Stati membri, l'iniziativa è stata formalmente presentata il 6 ottobre 2017, accompagnata da 1 070 865 dichiarazioni di sostegno verificate. Gli organizzatori hanno incontrato la Commissione europea il 23 ottobre 2017, presentato le motivazioni dell'iniziativa in un'audizione pubblica al Parlamento europeo il 20 novembre 2017 e ricevuto la risposta ufficiale in una comunicazione della Commissione il 12 dicembre 2017.
L'iniziativa "Vietare il glifosato" ha portato il dibattito sulla sicurezza dei pesticidi e la trasparenza scientifica al più alto livello del processo decisionale dell'UE.
Registrazione dell'iniziativa
25.1.2017
Inizio della raccolta delle firme
25.1.2017
Fine del periodo di raccolta delle firme *
2.7.2017
* Raccolta chiusa in anticipo dagli organizzatori.
Convalida dell'iniziativa da parte della Commissione europea
6.10.2017
Risposta della Commissione europea
12.12.2017
Che cosa ha contribuito al buon esito della raccolta firme a favore di questa iniziativa?
I cittadini europei, i media e le ONG hanno continuato a nutrire un forte e costante interesse per la questione del glifosato. L'attenzione è stata rafforzata da un raro diverbio pubblico tra l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'Organizzazione mondiale della sanità in merito ai potenziali impatti del glifosato sulla salute.
Anziché costruire una nuova coalizione partendo da zero, gli organizzatori hanno mobilitato una rete già consolidata di ONG con una cospicua base finanziaria. Queste organizzazioni disponevano della volontà, delle competenze e delle risorse necessarie per seguire e influenzare il processo legislativo.
La strategia alla base dell'iniziativa
Preparativi
L'iniziativa non è emersa dal nulla. Si è rifatta a precedenti sforzi di sensibilizzazione, tra cui una petizione presentata alla Commissione europea nel 2015 che aveva già suscitato un notevole interesse da parte dell'opinione pubblica. L'avvio di un'iniziativa dei cittadini europei è stato visto come un naturale passo successivo per trasformare la mobilitazione in impegno istituzionale.
Una delle principali problematiche iniziali è stata quella di concordare il tema centrale dell'iniziativa. La coalizione che ha sostenuto l'iniziativa era ampia e diversificata. Alcuni partner consideravano prioritario il legame tra glifosato e tumori, altri davano la precedenza alla tutela della biodiversità, mentre altri ancora consideravano particolarmente preoccupante l'influenza esercitata dalle imprese sui processi normativi. Il raggiungimento di un consenso ha richiesto un dialogo e una notevole attività di mediazione.
Per gestire questa complessità, gli organizzatori hanno istituito un "Circolo organizzativo" composto da dieci rappresentanti di organizzazioni chiave che si sono riuniti settimanalmente per coordinare le decisioni riguardanti l'assegnazione dei finanziamenti, la strategia di comunicazione, nonché la registrazione e la redazione dell'iniziativa e del relativo allegato. Il coordinatore dell'iniziativa ha preparato i progetti iniziali, che sono stati distribuiti per osservazioni e rivisti in modo collaborativo in varie fasi.
Poiché molte delle organizzazioni partecipanti avevano già collaborato in campagne precedenti, la creazione di alleanze ha richiesto meno tempo rispetto a molte altre iniziative. Tuttavia, gli organizzatori hanno sottolineato che affidarsi esclusivamente a una rete esistente non sarebbe stato sufficiente. L'ampliamento delle attività di sensibilizzazione e l'individuazione di eventuali vuoti di rappresentanza sono stati comunque essenziali.
Raccolta di fondi e risorse
L'iniziativa ha raccolto 328 399 euro da varie fonti, tra cui Campact, WeMove.eu e Greenpeace. All'epoca era diventata l'iniziativa dei cittadini europei più finanziata. Una stabile e solida base finanziaria ha consentito agli organizzatori di investire nelle infrastrutture di coordinamento, sensibilizzazione e promozione, garantendo una mobilitazione costante durante tutto il periodo di raccolta.
Fonti di finanziamento (in euro)
Nota: ulteriori informazioni sui sostegni e finanziamenti raccolti dall'iniziativa sono disponibili sulla pagina dell'iniziativa "Vietare il glifosato" nel registro ICE. Vanno comunicati soltanto i contributi superiori a 500 euro per promotore.
Strategia della campagna promozionale
Fin dall'inizio, gli organizzatori hanno potuto constatare che l'attenzione del pubblico era già elevata. La diffusione di messaggi per e-mail è diventata la spina dorsale della campagna. Poiché l'iniziativa era coordinata da un'organizzazione che promuove campagne online su diversi temi, gli organizzatori hanno potuto sfruttarne l'esperienza per mobilitare un'ampia base di sostenitori con l'invio costante di messaggi per e-mail. I partner hanno adottato approcci analoghi, rivolgendosi alle proprie reti e mantenendo l'impegno costante per tutta la durata della campagna.
Gli organizzatori hanno compilato un elenco di organizzazioni partner nazionali disposte a partecipare, sollecitandole a inserire direttamente i moduli per la raccolta delle firme sui rispettivi siti web. Mantenere contatti regolari con i partner è stato fondamentale per garantire una comunicazione e un impegno costanti.
La mappatura tempestiva dei portatori d'interessi si è rivelata decisiva. Dopo aver individuato gli Stati membri in cui sarebbe stato più difficile raggiungere la soglia minima richiesta, gli organizzatori hanno provveduto a creare relazioni con le organizzazioni e gli influencer presenti in tali paesi. Questo orientamento strategico ha contribuito ad assicurare un'ampia copertura geografica.
Il sito web della campagna è stato tradotto in più lingue dell'UE, aumentandone l'accessibilità nei vari Stati membri. Circa l'8-9 % delle firme sono state raccolte direttamente tramite il sito web, grazie a sforzi di ottimizzazione per i motori di ricerca. Si segnala, tuttavia, che dal 1º gennaio 2023 le firme non possono più essere raccolte direttamente sui siti web della campagna, per cui gli organizzatori devono limitarsi a reindirizzare gli utenti verso il sistema ufficiale di raccolta elettronica.
Oltre alla mobilitazione online, gli organizzatori hanno cercato di promuovere attività offline. In collaborazione con Campact e GLOBAL2000, hanno organizzato una "giornata di raccolta offline" a livello europeo, inviando ai sostenitori 5 000 pacchi di moduli per le dichiarazioni disostegno. In un unico fine settimana sono state raccolte circa 100 000 firme.
In Spagna, Italia e Francia, dove l'organizzazione coordinatrice disponeva di notevoli risorse locali, si è fatto ricorso a professionisti esperti in campagne promozionali nazionali. Ma anche nei paesi privi di apposito personale, gli sforzi di sensibilizzazione hanno garantito un adeguato livello di partecipazione, che è stato presente in tutta l'Unione.
Nel giro di cinque mesi l'iniziativa aveva superato la soglia di un milione di firme: un risultato eccezionale che sta a testimoniare sia la forza della coalizione che l'intensità dell'interesse pubblico.
Raccolta e verifica delle firme
Gli organizzatori dell'iniziativa hanno utilizzato un sistema autonomo di raccolta elettronica. Oltre a consentire la raccolta online delle firme, ha permesso agli organizzatori di raccogliere i recapiti dei firmatari e di inserire il modulo per le dichiarazioni di sostegno nei siti web dei partner. Se gli organizzatori di "Vietare il glifosato" hanno potuto avvalersi di un sistema autonomo, dal 1º gennaio 2023 il sistema centrale di raccolta elettronica è l'unico utilizzabile per raccogliere le firme online.
Numero di dichiarazioni di sostegno raccolte dall'iniziativa "Vietare il glifosato" nei singoli Stati membri
I segni di spunta sulla cartina indicano gli Stati membri dell'UE in cui è stata raggiunta la soglia minima di firme richiesta per sostenere l'iniziativa. Con un totale di 1 070 865 dichiarazioni verificate, l'iniziativa "Vietare il glifosato" ha raggiunto le soglie minime in nove Stati membri.
Gli asterischi sulla cartina indicano gli Stati membri dell'UE in cui i certificati per le dichiarazioni di sostegno sono stati ricevuti dopo il termine previsto per l'invio. Questi dati non sono inclusi nel numero totale dei firmatari. La tabella completa con le dichiarazioni di sostegno è disponibile sulla pagina web dedicata della Commissione.
L'impatto dell'iniziativa
Presentazione formale e riunioni con la Commissione
Gli organizzatori hanno incontrato la Commissione (il primo vicepresidente Frans Timmermans, il commissario per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e alti funzionari di vari servizi interessati) il 23 ottobre 2017 (vedere il comunicato stampa). Il commissario Andriukaitis ha riconosciuto pubblicamente l'importanza del coinvolgimento diretto di oltre un milione di cittadini nel processo decisionale dell'UE e ha ribadito il sostegno al rafforzamento dello strumento dell'iniziativa dei cittadini europei.
Audizione dinanzi al Parlamento europeo
Il 20 novembre 2017 gli organizzatori hanno presentato la loro iniziativa in un'audizione pubblica al Parlamento europeo (vedere l'audizione pubblica). Per illustrare l'iniziativa hanno selezionato alcuni esperti in materia e accuratamente preparato i messaggi chiave. Numerosi deputati del Parlamento europeo si sono detti "estremamente favorevoli" all'iniziativa.
Risposta formale della Commissione europea
Nella comunicazione del 12 dicembre 2017 (vedere il comunicato stampa) la Commissione è giunta alle conclusioni riportate qui sotto.
- Per quanto riguarda il divieto dei diserbanti a base di glifosato, la Commissione ha concluso che non vi erano motivi né scientifici né giuridici per giustificare un divieto e ha dichiarato che non avrebbe proposto una legislazione volta a vietarne l'uso.
- Per quanto riguarda la trasparenza e indipendenza delle valutazioni scientifiche, la Commissione si è impegnata a presentare una proposta legislativa entro maggio 2018 per rafforzare la trasparenza del processo di valutazione del rischio dell'UE e migliorare la governance e l'attendibilità degli studi presentati all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
- Per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione dei pesticidi a livello dell'UE, anziché introdurre obiettivi obbligatori, la Commissione ha deciso di concentrarsi sulla necessità di migliorare l'attuazione della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi. Si è inoltre impegnata a sviluppare indicatori di rischio armonizzati per monitorare meglio l'uso dei pesticidi e orientare le future decisioni strategiche.
Impatto legislativo e seguito dato
Sebbene l'obiettivo primario di vietare il glifosato non sia stato raggiunto, l'iniziativa ha avuto un notevole impatto legislativo.
Nell'aprile 2018 la Commissione ha presentato una proposta legislativa volta a rafforzare la trasparenza della procedura europea di valutazione del rischio nella filiera alimentare. La proposta ha introdotto la pubblicazione automatica degli studi presentati dalle industrie per l'autorizzazione dei prodotti e norme di governance rafforzate per gli studi utilizzati dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
A seguito dei negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio, le nuove norme in materia di trasparenza sono state adottate e trovano applicazione dal 27 marzo 2021. Di conseguenza, i prodotti alimentari, compresi i pesticidi, non possono più essere autorizzati sulla base di studi industriali segreti. Tutti gli studi presentati nel contesto delle procedure di autorizzazione devono ora essere resi pubblici per consentire un controllo scientifico indipendente. Nel corso dei lavori la coalizione di ONG ha continuato a impegnarsi attivamente, seguendo da vicino i negoziati e adoperandosi per salvaguardare l'ambizione della proposta sulla trasparenza.
Anche dopo la conclusione formale dell'iniziativa dei cittadini europei, la coalizione è rimasta in contatto e ha continuato a coinvolgere la sua comunità di sostenitori. Le organizzazioni partner e i singoli sostenitori sono stati informati dei risultati della campagna tramite posta elettronica e incoraggiati a continuare a impegnarsi. La coalizione ha mantenuto il coordinamento tra le organizzazioni aderenti e ha portato avanti attività di sensibilizzazione su questioni relative agli obiettivi dell'iniziativa.
Sebbene l'attività di coordinamento abbia subito un graduale rallentamento nel corso del tempo, le reti costruite durante la campagna sono restate operative. Gli organizzatori sono rimasti in contatto con i sostenitori mobilitandoli in presenza di dibattiti politici. Come hanno spiegato, "i sostenitori hanno svolto un ruolo cruciale in una fase successiva", in particolare quando questioni correlate sono state discusse in seno al Parlamento europeo.
La mobilitazione generata da Stop Glyphosate si è estesa oltre il periodo di raccolta delle firme e ha determinato un impegno costante sul fronte della regolamentazione dei pesticidi e della trasparenza scientifica.
Per saperne di più su come l'iniziativa "Vietare il glifosato" ha portato a una piccola rivoluzione
Consigli e suggerimenti per futuri organizzatori
I preparativi dovrebbero iniziare ben prima della registrazione. Una base di sostenitori ampia e impegnata consente una rapida mobilitazione una volta avviato il periodo di raccolta.
Per condurre una campagna duratura servono risorse finanziarie adeguate. Incoraggia le organizzazioni partecipanti a raccogliere attivamente fondi per sostenere le attività di sensibilizzazione, coordinamento e comunicazione durante tutto il periodo di raccolta.
I tempi sono importanti dal punto di vista strategico. Allineare il varo dell'iniziativa a dibattiti legislativi in corso può aumentarne la visibilità, la pertinenza politica e l'impatto generale.
Una strategia di comunicazione chiara e mirata è essenziale. Individua i canali che meglio raggiungono i destinatari e utilizzarli in modo coerente per creare e tenere alto l'interesse.
Ulteriori informazioni
Maggiori informazioni sull'iniziativa "Vietare il glifosato" sono disponibili sul sito web degli organizzatori e sulla pagina web dedicata della Commissione.
Le opinioni espresse nell'ambito del forum ICE rispecchiano esclusivamente il punto di vista dei loro autori e non possono in alcun modo essere interpretate come una posizione della Commissione europea o dell'Unione europea.
